Il Comitato

Presepe Vivente Canale Monterano

C'era una volta

La nostra storia

C’era una volta un Presepe Vivente in costume medievale e tra i ruderi di un antico feudo in rovina per qualche giorno si rivivevano scene di vita quotidiana dei tempi antichi. Si, c’era una volta, ma poi quella magica tradizione durata anni fu, per varie ragioni, abbandonata e quella fantastica magia si dissolse anno dopo anno fino a quasi scomparire, ma… due persone rivali in contrada, ma da sempre amici, ogni volta che si incontravano esprimevano il desiderio di ridare vita alla rappresentazione del Presepe vivente. Dagli oggi e pure domani, pensarono di fare un appello destinato ai compaesani, dove li invitavano a partecipare alla creazione di un comitato, avente lo scopo di ripristinare le condizioni che avrebbero permesso il ritorno di quella magica tradizione. Dapprima erano solo in due, poi in tre, in cinque e alla fine in undici, chiamiamoli “cavalieri medievali” visto il contesto, aderirono. Il primo passo quindi era stato fatto. Questo Comitato che alle origini, poteva definirsi solo “teorico”, iniziò a riunirsi per parlare di tutto ciò che sarebbe potuto servire per ridare vita al presepe ed identificarono tre punti basilari su cui si sarebbe basato il lavoro del gruppo. Il primo era trovare, cosa non da poco, le necessarie risorse economiche, dato che già sapevano che i costi dell’ultima edizione di sei anni prima, erano stati piuttosto elevati. Il secondo era ottenere i permessi, in quanto si sarebbe dovuto operare in un contesto a dir poco complesso: Il Comune e l’Università Agraria sono entrambi proprietari del sito archeologico che, oltre a tutto, si trova su un’area protetta è gestita dal personale della Riserva Naturale di Monterano… si, in effetti il tutto sembrava abbastanza complicato dato che ci si doveva interfacciare con tre “enti” diversi.

Il terzo punto richiedeva il coinvolgimento delle persone e delle organizzazioni della comunità che avrebbero dovuto partecipare attivamente come attori protagonisti, sia in costume medievale che in abiti da lavoro… era difficile, parecchio difficile ma… Fortunatamente gli incontri con l’amministrazione Comunale, l’Università Agraria e la Direzione della Riserva Naturale di Monterano diedero immediatamente i risultati in cui tutti speravano…collaborazione totale, contributi per iniziare, supporto per l’ottenimento dei permessi necessari, disponibilità di mezzi, materiali e attrezzature per quanto possibile per i lavori che necessitava svolgere. Quindi i primi due obiettivi, solo dopo pochi incontri formali, erano stati raggiunti. Ci furono altri incontri con le tante altre persone curiose e poi entusiaste dell’idea presepe, incontri che avvennero per strada o in un bar, così che la coesione diventava sempre più reale. Il terzo punto era il coinvolgimento della struttura sociale del paese: si parlò con le Contrade, la Pro Loco e le altre associazioni della comunità di Canale Monterano. Qui, si è faticato un pochino di più, ma nemmeno tanto… Mettere d’accordo tutti, specie le Contrade, che per antonomasia sono da sempre rivali in qualsiasi competizione, non sembrava semplice e invece, dopo qualche titubanza iniziale, tutti hanno accolto l’idea di unirsi per ridare vita tutti insieme, al Presepe vivente dell’Antica Monterano… Quel Castello che resisteva immerso nella natura selvaggia che lo avvolgeva, fu ed è il catalizzatore di questa bella storia di un Natale che vedrà tante persone diverse unirsi per lavorare assieme e creare nuovamente la magia.

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